Dead Man Down Il Sapore Della Vendetta [HD]

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6.5

IMDb - Basato su 55,947 voti

Anno di uscita
Durata
118 min
Lingua originale
English, French, Albanian, Spanish, Hungarian
Paese di produzione
USA
Attori

Victor è un membro fidato della gang del boss Alphonse, da qualche tempo tenuta sotto scacco da un killer che sembra volerla far fuori pezzo dopo pezzp, uomo dopo uomo. Ma Victor è anche il vicino di casa di Béatrice, una ragazza che francese che vive sola con la madre, incapace di superare il trauma di un incidente stradale che l’ha sfigurata in volto. Béatrice ha visto Victor uccidere un uomo e lo ricatta perché faccia altrettanto con il pirata della strada che l’ha rovinata. Riusciranno i due tormentati assetati di vendetta a chiudere con il passato e a trovare un futuro, magari insieme?
Primo film anglofono del danese Niels Arden Oplev, corteggiato dagli studios all’indomani del successo di Uomini che odiano le donne, Dead Man Down resta in bilico tra due modi di fare e pensare il cinema, finendo per non prendere posizione e risultare più incidentale che incisivo.
Il problema non è tanto quello di capire come thriller adrenalinico e storia sentimentale si giochino fra loro il ruolo di sostanza e di copertura, dato che, negli esempi cinematograficamente migliori, i due termini s’intersecano al punto da non permetterci di rispondere con sicurezza, ma quel che paralizza il film di Oplev è piuttosto la mancanza di personalità su entrambi i fronti.
C’è indubbiamente una nota dolente, dal sapore europeo, che corre lungo tutto il film e narra della deriva psicologica di un uomo e una donna per bene, rotti al loro interno da un dolore incomunicabile che ha ucciso la pietà e allevato mostri, e c’è dunque la costruzione di un incontro amoroso particolare (anche se non certo inedito), ma manca del tutto quell’argine di realismo e credibilità, specialmente nella gangster story, che avrebbe fatto del film qualcosa di potenzialmente interessante.
Non è dato sapere, per esempio, come e dove il tranquillo ingegnere interpretato da Colin Farrell abbia acquisito l’arsenale, le nozioni e le abilità militaresche che si ritrova (forse in altri film?), né che bisogno ci fosse di sfondare il pavimento del plausibile, proprio sull’approssimarsi del finale, per ritrovarsi sul piano della baracconata. E pensare che tanto Farrell quanto Noomi Rapace potevano essere i nomi giusti, se si fosse scelto di sottolinearne la normalità anziché una fantasiosa specialità. Quando tutti i colpi sono stati sparati, resta dunque un magro conteggio: un’atmosfera intrigante, un copione bucherellato, una regia intimorita, un’occasione mezza sprecata. Fonte Trama